La Ricetta

“‘u morzeddu cu’ frittuli, suffrittu,
fresulimiti o trippa a lu ragù
è sciccheria si unu ava pitittu,
ma sulu a chissu pattu e nenta chiù.
‘U diuneddu, ‘mbecia, è raffinatu
unu s’u po’ mangiara a tutti l’uri
anzi è na cosa bbona ppo malatu
specia doppu provati tutti i curi”

tratto da “u morzeddu figlio nobile della trippa” di Achille Curcio.

Concordo con Achille quando dice che il morzello non si prepara al ristorante e neanche in casa.
Il vero morzello lo si trova(va) nelle putiche nascoste tra i vicoli della città.
Ricordo quando ero molto piccolo, che proprio sotto casa mia, sulla soglia di un vecchio portoncino c’era ‘a tijana ‘e Concettina, una anziana donna vera maestra del morzello. L’odore si espandeva per tutta via Mario Greco facendo venire fame a tutte le ore.

Tornando alla ricetta originale, ogniuno la fa un po’ a modo suo. Io personalmente preferisco le interiora dei lattanti perchè sono più tenere e facili da trattare.

Un altro elemento importantissimo è il pomodoro che deve rigorosamente essere quello “della mamma” o fatto secondo la tradizione calabrese.

Detto questo il mio consiglio è quello di lasciar perdere la ricetta e di andare a mangiare il vero morzello a Catanzaro magari proprio nei vicoli del centro storico.

“Minchia guagliò, chi fama chi mi vinna.”

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